
Due o tre tecnologie in sequenza, scelte su cosa hai davvero. È qui che si vede se un centro ragiona.
Quasi nessun quadro reale si risolve con una tecnologia sola. La situazione tipica è mista: un po' di adipe localizzato, un po' di tessuto che ha perso tono, spesso una componente di ritenzione. Un percorso serio sceglie due o tre strumenti e li mette in un ordine che ha una logica.
L'ordine conta più di quanto si creda. La cavitazione ha senso prima del drenaggio, non dopo, perché quello che libera va portato via. La radiofrequenza dà il meglio quando il volume è già sceso, perché lavora su una pelle che deve adattarsi a una forma nuova. Il vacuum si distribuisce lungo tutto il percorso invece di concentrarsi. Una sequenza casuale spreca sedute.
È anche il punto in cui si capisce con chi hai a che fare. Un centro che ti spiega perché quella sequenza e non un'altra, e che ti dice quali sedute servono a preparare e quali a chiudere, sta costruendo un piano. Un centro che ti vende dodici sedute indifferenziate sta vendendo un abbonamento.
Tra le otto e le dodici settimane nella maggior parte dei casi, con una o due sedute a settimana e una valutazione intermedia.
Sì, e a metà percorso è normale: la valutazione intermedia serve proprio a decidere se la sequenza sta funzionando o va corretta.
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